
Impara a tenere a distanza tutte le crisi!
Maturare un’adeguata consapevolezza, imparare a identificare i segnali precoci di crisi e sviluppare strategie di coping per evitare ricadute, sono questi i 3 obiettivi principali che ti aiuteremo a raggiungere.
Come si cura il disturbo bipolare?
Nonostante la diagnosi di disturbo bipolare possa spaventare molto, le evidenze scientifiche ci dicono chesi può raggiungere una qualità di vita gratificante e soddisfacente, come chiunque altro. Ciò è possibile effettuando un trattamento del disturbo che sia integrato e multidisciplinare, che preveda l’intervento farmacologico da parte del medico psichiatra, interventi riabilitativi individuali e interventi psicoeducativi di gruppo.
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Sviluppare le proprie strategie e riconoscere i segnali sentinella.
Ogni progetto di cura deve essere calato sulla singola persona dopo una fase di valutazione e assessment. L'obiettivo è fin da subito ripristinare le normali attività quotidiane (studio, lavoro, relazioni) per poi imparare ad identificare i segnali precoci di crisi che avvisano il riacutizzarsi del disturbo.
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L'importanza della psicoeducazione di gruppo nella cura
La psicoeducazione di gruppo permette di diminuire la dimensione sociale di isolamento ed esclusività della malattia. Ti consente di acquisire conoscenze e competenze specifiche sulla malattia, che ti permettono di fronteggiare le conseguenze psicosociali del disturbo. La psicoeducazione di gruppo è anche utile a prevenire casi di suicidio durante le crisi depressive.
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La terapia familiare o di coppia
Il disturbo bipolare non coinvolge solo chi manifesta i sintomi, ma ha spesso pesanti ricadute su familiari e partner di riferimento. Integrare nel percorso di cura la terapia familiare o di coppia permette di migliorare la comunicazione del sistema famiglia e dotare i familiari degli adeguati strumenti per stare vicino al proprio caro in modo efficace
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Il trattamento farmacologico
Per ottenere risultati significativi è necessario integrare il percorso riabilitativo con un trattamento farmacologico. Lo scopo è quello di raggiungere una stabilizzazione del tono dell’umore in tempi brevi, evitando i rischi connessi allo slivellamento dell’umore, come il suicidio o altri comportamenti pericolosi. I farmaci più comunemente utilizzati sono stabilizzatori dell’umore, antidepressivi, antiepilettici, litio, antipsicotici
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Test di autovalutazione
Disturbo bipolare
Questo test non è assolutamente una diagnosi definitiva ma ti aiuta a capire se sei esposto ad un rischio più o meno grave di soffrire di disturbo bipolare
Q&A sullo spettro autistico negli adulti
F.A.Q
Perché è così difficile avere una diagnosi chiara di disturbo bipolare?
Accade spesso che le persone chiedano aiuto per gli episodi depressivi ma non per gli episodi maniacali o ipomaniacali, perché in quei casi sentono di stare bene e non li identificano come stati problematici di salute. Quindi all’osservazione clinica non arrivano tutti i dati necessari per poter porre una diagnosi corretta.
È necessario assumere farmaci dopo la diagnosi?
Per ottenere risultati significativi è necessario al fine di raggiungere una stabilizzazione del tono dell’umore in tempi brevi e evitando i rischi connessi allo slivellamento dell’umore (suicidio, comportamenti a rischio e pericolosi). I farmaci più comunemente utilizzati sono stabilizzatori dell’umore, antidepressivi, antiepilettici, litio, antipsicotici.
Dovrò assumere farmaci per tutta la vita?
La valutazione sulla durata e la modalità migliore di intervenire deve essere fatta sulla persona e in stretta coordinazione con il proprio medico psichiatra.
Quali sono i farmaci più comuni per curare il disturbo bipolare?
Antipsicotici atipici, SSRI, Litio, Valproato di sodio, Lamotrigina, Carbamazepina, Topiramato, Aloperidolo, TCA, IMAO
Che miglioramenti posso ottenere con i vostri interventi riabilitativi?
Sviluppare un’adeguata consapevolezza di malattia, migliorare la compliance ai trattamenti farmacologici, migliorare la qualità di vita, ripristinare le normali attività quotidiane (studio, lavoro, relazioni), imparare a identificare i segnali precoci di crisi e sviluppare strategie di coping per evitare ricadute
A cosa serve la psicoeducazione di gruppo rispetto ai trattamenti riabilitativi individuali?
La psicoeducazione di gruppo permette di diminuire la dimensione sociale di isolamento ed esclusività della malattia. Consente di acquisire conoscenze e competenze specifiche sulla malattia, fronteggiare le conseguenze psicosociali del disturbo e prevenire il suicidio